giovedì, Giugno 20, 2024

Tra sogno e ossessione: il più grande attacco informatico militare di tutti i tempi

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In un tranquillo appartamento londinese, circondato da una selva di computer e cavi sparsi, Gary McKinnon, un timido scozzese con un’ossessione per gli UFO, stava per diventare l’autore del più grande attacco informatico militare della storia. Sotto lo pseudonimo di “Solo”, Gary navigò attraverso migliaia di computer del governo degli Stati Uniti, scoprendo vulnerabilità che lo avrebbero portato a sconvolgere ai massimi livelli.

Tra sogno e ossessione: il più grande attacco informatico militare di tutti i tempi
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Vantaggi:

Era il periodo successivo agli attacchi dell’11 settembre quando un messaggio audace apparve su un computer dell’esercito americano: “Il tuo sistema di sicurezza è una m**da”. Ecco l’inizio di un’avventura che avrebbe portato Gary da semplice appassionato di fenomeni extraterrestri a figura centrale in una vicenda internazionale di cybersecurity.

Tra febbraio 2001 e marzo 2002, Gary si infiltrò in quasi un centinaio di PC, tra cui quelli dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, della NASA e del Dipartimento della Difesa, esplorandoli per mesi, copiando file e password. La sua impresa culminò nel mettere down l’intera rete dell’esercito americano a Washington, per tre giorni, lasciando circa 2000 computer fuori servizio.

Nonostante la sua abilità nell’eludere i sistemi di sicurezza più sofisticati, Gary non riuscì a nascondere le sue tracce. Venne rintracciato in un modesto appartamento a Londra, dove viveva una vita solitaria, divorato dalla sua passione per gli UFO. Egli credeva fermamente che il governo U.S.A. nascondesse tecnologie avanzate e dispositivi antigravitazionali alieni, e aveva deciso di svelare questi segreti al mondo.

La sua storia subì una svolta davvero drammatica quando fu arrestato nel Regno Unito, a seguito di una richiesta di estradizione dagli USA. Gary, affetto dalla Sindrome di Asperger, si trovò al centro di una battaglia legale attirando l’attenzione internazionale.

La sua forma di autismo, fu portata alla luce durante il processo, rivelando le sue difficoltà nel comprendere pienamente l’impatto delle sue azioni.

La vicenda di Gary McKinnon diventò un simbolo di una lotta più ampia tra la libertà di informazione e la sicurezza nazionale. Sostenitori da tutto il mondo, compresa la grande rock star David Gilmour, ex chitarrista dei Pink Floyd, si mobilitarono in sua difesa, creando siti web “Free Gary”, magliette e poster.

La sua infanzia, segnata da una precoce fascinazione per lo spazio e da sfide personali, gettò le basi per la sua futura incursione nel mondo dell’hacking. Gary, un ragazzo brillante ma turbato, trovò rifugio nei misteri dell’universo e nella musica, cercando risposte e sfide che lo portarono ben oltre l’astronomia, fino ai confini della cybersicurezza.

L’arresto di Gary segnò la fine di un’epopea, ma il dibattito sulla sua storia e sulle implicazioni delle sue azioni continua a echeggiare.

La decisione del Regno Unito di negare l’estradizione verso gli Stati Uniti chiuse un capitolo della sua vita, ma aprì un dialogo più ampio sul ruolo degli individui con disturbi dello spettro autistico nella società moderna e sul delicato equilibrio tra ricerca della verità e sicurezza collettiva.

La storia di McKinnon rimane comunque interessante da raccontare, di certo un hacker che ha saputo lasciare il suo segno nella storia.

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