venerdì, Aprile 4, 2025

ISO 27001 e NIS2, il connubio perfetto per la sicurezza informatica

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La direttiva NIS2 (Network and Information Security Directive 2) sta segnando un cambio di passo significativo nella disciplina europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Rispetto alla versione precedente (NIS), mira a rafforzare ulteriormente la protezione delle infrastrutture critiche e dei servizi essenziali in tutta l’Unione Europea. Se, da un lato, diverse organizzazioni hanno già abbracciato lo standard ISO/IEC 27001 per strutturare il proprio sistema di gestione della sicurezza delle informazioni, dall’altro sorge la domanda: “è sufficiente la certificazione ISO 27001 per garantire la conformità a NIS2?” La risposta, secondo gli esperti, è che la ISO 27001 costituisce un ottimo punto di partenza, ma da sola non assicura la piena adesione ai requisiti della direttiva. Ecco perché.

L’ampliamento del perimetro di applicazione

La NIS2 estende notevolmente il raggio d’azione rispetto alla normativa precedente. Non coinvolge unicamente operatori di servizi essenziali o di infrastrutture critiche, ma tocca una platea più ampia di enti e aziende che forniscono servizi digitali, dalle telecomunicazioni ai fornitori cloud, passando per la logistica e altri settori strategici. Di conseguenza, molte realtà che prima non erano obbligate a implementare standard di sicurezza elevati ora devono adottare processi e controlli in linea con i nuovi requisiti europei.

Oltre la ISO 27001: le lacune da colmare

Lo standard ISO 27001 rappresenta un framework solido per impostare la governance della sicurezza delle informazioni, basandosi su un ciclo di miglioramento continuo (PDCA) e su una valutazione costante dei rischi. Tuttavia, NIS2 richiede un approccio ancora più articolato, soprattutto in termini di:

  • Supply chain e terze parti: la direttiva insiste sull’importanza di monitorare non solo i rischi interni, ma anche quelli derivanti da partner e fornitori esterni. Mentre ISO 27001 include requisiti relativi alla gestione di terze parti, NIS2 enfatizza maggiormente la responsabilità condivisa e il controllo dell’intera catena di fornitura.
  • Obblighi di segnalazione e comunicazione: NIS2 impone tempi e modalità precise per la notifica degli incidenti di sicurezza alle autorità competenti. Questo implica un sistema di incident management che non si limiti alla registrazione interna, ma che preveda procedure di escalation, comunicazione esterna e collaborazione con enti e istituzioni.
  • Poteri di vigilanza e sanzioni: la direttiva fornisce alle autorità nazionali strumenti più incisivi di controllo e di imposizione di sanzioni, spesso superiori a quelli previsti dalle prassi ISO. Le imprese che non si adeguano rischiano ammende significative e danni reputazionali.

L’importanza della risk analysis continuativa

Anche se ISO 27001 prescrive un processo di analisi e valutazione dei rischi, la NIS2 spinge per un’approfondita integrazione di questa attività in tutte le decisioni strategiche. Le organizzazioni devono dimostrare di considerare costantemente le minacce emergenti, aggiornando periodicamente le proprie valutazioni e adottando misure di protezione adatte a scenari in continua evoluzione. Rientra qui anche la capacità di gestire minacce complesse, come quelle provenienti da attacchi mirati di attori statali o gruppi di cybercriminali avanzati.

Ruoli, responsabilità e cultura aziendale

La conformità a passa attraverso la definizione di ruoli e responsabilità chiari: dal top management, che deve promuovere la cultura della sicurezza e stanziare risorse adeguate, ai responsabili tecnici e operativi, incaricati di implementare le misure di difesa e monitorare la rete. Occorre sviluppare piani di formazione dedicati al personale, perché il fattore umano rappresenta spesso l’anello più debole. Non basta creare procedure scritte: bisogna assicurarsi che dipendenti e collaboratori comprendano i rischi e sappiano come reagire a potenziali incidenti.

L’approccio “by design” e la business continuity

Tra gli elementi chiave di NIS2, figura l’attenzione alla resilienza dei sistemi critici e alla continuità operativa. Se la ISO 27001 tratta la continuità di servizio, NIS2 accentua la necessità di predisporre meccanismi di backup e disaster recovery, testati su base regolare. È indispensabile poter ripristinare le funzioni essenziali entro tempi ragionevoli, limitando le interruzioni che potrebbero colpire servizi vitali per la collettività.

Inoltre, l’approccio “by design” incoraggia le aziende a integrare la sicurezza informatica fin dalle prime fasi di progettazione dei processi e delle infrastrutture, anziché aggiungere controlli in un secondo momento. Ciò riduce i costi e le vulnerabilità, garantendo una maggiore tenuta in caso di incidenti.

L’efficacia dei controlli e l’audit continuo

NIS2 richiede che le misure di sicurezza implementate siano effettivamente verificate e mantenute aggiornate. Questo implica audit periodici, sia interni che esterni, per valutare la conformità e l’efficacia dei controlli posti in essere. Qui si intreccia l’importanza di linee guida settoriali che precisino come tradurre i requisiti della direttiva in prassi operative. Le aziende dovranno probabilmente convivere con frequenti ispezioni da parte delle autorità preposte, accompagnate da report e documentazione dettagliata.

Il percorso evolutivo

NIS2 non si limita a ricalcare lo schema di ISO 27001, ma introduce una prospettiva più ampia che abbraccia governance, supply chain, incident response e conformità a livello giuridico. Per le organizzazioni, ciò significa intraprendere un percorso evolutivo: se la ISO 27001 costituisce un robusto “zoccolo duro” per la sicurezza delle informazioni, la nuova direttiva richiede un impegno aggiuntivo nel coordinare strategie, risorse e processi.

Le imprese che già vantano una certificazione ISO 27001 possono dunque trovarsi in una posizione di vantaggio, disponendo di una base metodologica per rispondere agli obblighi di NIS2. Tuttavia, devono essere pronte a colmare i gap residuali, introducendo controlli specifici e migliorando la comunicazione tra reparti interni ed esterni. Aderire a NIS2 non significa solo evitare sanzioni, ma guadagnare una resilienza maggiore e consolidare la fiducia dei clienti e dei partner.

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